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Informazioni su credito ed immobili

Archive for febbraio, 2010

Mutui online

febbraio 25, 2010 | Comments | mutui

Se stai cercando un mutuo casa e vuoi confrontarlo, le offerte delle migliori banche le puoi trovare sul sito  Mutuionline.it
 rappresenta oggi un valore aggiunto per l’utente che ha bisogno di preventivi o/e comparazione immediata e gratuita tra i diversi mutui offerti.

 Il sito Mutuionline, avendo una convenzione con alcuni gruppi bancari tradizionali, ha la possibilità di dare l’esito all’utente entro le 24 ore.
Di sicuro Mutuionine,  è un buon intermediario tra il potenziale cliente e gli Istituti Creditizi.

Il sito Mutuionlie, non è vincolato con nessun istituto bancaraio e pertanto può  dare consigli unicamente nell’ interesse del Cliente.  da già una dimostrazione di rata da pagare con relativo piano di ammortamento.

L’offerta mutuo è comunque ipotetica,  ma con una buona probabilità. In tutti i casi, tocca agli istituti bancari decidere di finanziare il richiedente e le condizioni, possono variare a seconda dei casi e dei tempi.
Queste sono le banche convenzionate con Mutuionline.it: Banca Antonveneta, Banca Carige, Banca Caripe, Banca CR Firenze,   Banca BNL, Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Crema, Banca Popolare di Cremona, Banca Popolare di Lodi, Banca Sella,  Banco di Napoli, Barclays Bank, BHW, Cariparma, Carispe, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna,Banca dell’Adriatico, Banca di Credito Sardo, Banca di Trento e Bolzano, Banca Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio in Bologna, CheBanca!, Credem, FriulAdria, ING Direct, Intesa Sanpaolo, Unicredit Family Financing, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Civitavecchia, Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Cassa di Risparmio di Venezia, Cassa di Risparmio in Bologna, CheBanca!, Credem, FriulAdria, ING Direct, Intesa Sanpaolo, Unicredit Family Financing.

 

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Caro lettore, di seguito puoi trovare i tassi aggiornati in tempo reale.
Ti ricordo che a questi tassi di riferimento, viene applicato un valore aggiunto (spread) che in pratica è il guadagno degli istituti bancari.

TASSO FISSO
EURIRS aggiornati al 24/2/2010
Scadenze
 
Tasso
 
1 anno 1,14%
2 anni 1,50%
3 anni 1,86%
4 anni 2,19%
5 anni 2,47%
6 anni 2,72%
7 anni 2,92%
8 anni 3,09%
9 anni 3,24%
10 anni 3,35%
12 anni 3,53%
15 anni 3,72%
20 anni 3,83%
25 anni 3,80%
30 anni 3,72%
40 anni 3,59%
50 anni 3,52%
TASSO VARIABILE
EURIBOR aggiornati al 24/2/2010
Scadenze
 
Euribor
360

 
Euribor
365

 
1 mese 0,42% 0,42%
2 mesi 0,52% 0,53%
3 mesi 0,66% 0,67%
4 mesi 0,76% 0,77%
5 mesi 0,85% 0,86%
6 mesi 0,96% 0,98%
7 mesi 1,00% 1,01%
8 mesi 1,05% 1,06%
9 mesi 1,10% 1,11%
10 mesi 1,14% 1,15%
11 mesi 1,18% 1,19%
12 mesi 1,23% 1,24%
 
 
 
 
TASSO BCE
aggiornato al 24/2/2010
Tasso 1,00%

I tassi di riferimento sopra riportati sono:

EURIRS
Tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso. E’ diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell’Unione Europea realizzano l’Interest Rate Swap. E’ detto anche IRS.

EURIBOR
Tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Europea cedono i depositi in prestito. E’ utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.

fonte: IlSole24Ore

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Indice armonizzato
Nell’area dell’euro l’inflazione al consumo è misurata sull’indice armonizzato dei prezzi al consumo, spesso indicato con la sigla “IAPC”. Il termine “armonizzato” significa che tutti i paesi dell’Unione europea adottano la stessa metodologia. Ciò assicura la comparabilità dei dati dei diversi Stati membri.

L’inflazione, la stabilità dei prezzi e la BCE
Il compito principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, che secondo la sua definizione corrisponde a un tasso di inflazione sui 12 mesi misurato sullo IAPC inferiore ma prossimo al 2 per cento in un orizzonte di medio termine. Approfondimento sull’importanza di preservare la stabilità dei prezzi (in inglese)
Comparabilità tra paesi
Prima dell’avvento dell’euro ciascun paese calcolava l’inflazione in base alle proprie metodiche e procedure nazionali. L’introduzione della moneta unica ha creato l’esigenza di disporre di uno strumento di misurazione dell’inflazione per l’intera area dell’euro, senza lacune né sovrapposizioni e in modo da assicurare la comparabilità tra i paesi. Lo IAPC, basato su una serie di standard giuridicamente vincolanti, risponde precisamente a tale esigenza.

Il peso delle voci considerate nello IAPC
L’impatto della variazione di un singolo prezzo sullo IAPC dipende dall’importo speso in media dalle famiglie per il relativo bene o servizio.
Esempio 1: il caffè (insieme al tè e al cacao) ha un peso dello 0,4%; qualsiasi variazione di prezzo non avrà quindi un impatto considerevole sullo IAPC complessivo.
Esempio 2: la benzina (insieme ad altri combustibili per autoveicoli e lubrificanti) ha un peso del 4,6%; ciò significa che, rispetto al caffè, la stessa variazione percentuale di prezzo avrà un impatto circa 10 volte superiore sullo IAPC.

Peso dei principali gruppi di beni e servizi compresi nello IAPCCome si calcola lo IAPC?
1.Rilevazione dei prezzi: ogni mese circa 1,8 milioni di prezzi vengono registrati dagli osservatori dei prezzi in oltre 200.000 punti vendita di quasi 1.600 città, piccole e grandi, nell’intera area dell’euro. In ogni paese sono rilevati mediamente i prezzi di circa 700 beni e servizi rappresentativi. Il numero esatto delle voci incluse nel campione differisce da un paese all’altro. Per ciascun bene o servizio vengono raccolti vari prezzi presso punti vendita differenti in diverse regioni. Esempio: la componente relativa ai libri tiene conto di varie tipologie di pubblicazioni (opere di narrativa, di saggistica, di consultazione ecc.) vendute nelle librerie, nei supermercati e da fornitori operanti in Internet. Altro
2.Ponderazione dei gruppi di beni e servizi: ai gruppi di beni e servizi viene assegnato un peso in base all’importanza che rivestono nel bilancio medio delle famiglie. Per assicurare che l’indice mantenga la sua rilevanza nel tempo e rispecchi le variazioni dei profili di spesa, i pesi sono aggiornati regolarmente. Il loro calcolo si basa sui risultati di indagini condotte presso le famiglie, alle quali si chiede di registrare le proprie spese. I pesi sono medie nazionali che riflettono la spesa di tutte le tipologie di consumatori (più o meno abbienti, più o meno giovani, ecc.). Altro
3.Ponderazione dei paesi: ai singoli paesi viene attribuito un peso in base alla rispettiva quota nella spesa per consumi totale dell’area dell’euro. Altro
Chi calcola lo IAPC…
… nei paesi? Ciascun paese dell’area dell’euro dispone di un istituto nazionale di statistica, che calcola il rispettivo IAPC.

… per l’area dell’euro? Ogni istituto nazionale di statistica invia i propri dati all’Eurostat, l’ufficio statistico delle Comunità europee, che quindi calcola lo IAPC per l’insieme dell’area dell’euro. L’Eurostat assicura anche la qualità dei dati nazionali verificando l’ottemperanza agli standard giuridicamente vincolanti. Per maggiori informazioni si consultino le pagine web dell’Eurostat sullo IAPC.

Fonte: BCE

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Caro lettore, di seguito puoi trovare i tassi aggiornati in tempo reale.
Ti ricordo che a questi tassi di riferimento, viene applicato un valore aggiunto (spread) che in pratica è il guadagno degli istituti bancari.

TASSO FISSO
EURIRS aggiornati al 22/2/2010
Scadenze
 
Tasso
 
1 anno 1,18%
2 anni 1,56%
3 anni 1,96%
4 anni 2,30%
5 anni 2,59%
6 anni 2,84%
7 anni 3,04%
8 anni 3,21%
9 anni 3,35%
10 anni 3,48%
12 anni 3,66%
15 anni 3,84%
20 anni 3,95%
25 anni 3,92%
30 anni 3,85%
40 anni 3,70%
50 anni 3,65%
TASSO VARIABILE
EURIBOR aggiornati al 22/2/2010
Scadenze
 
Euribor
360

 
Euribor
365

 
1 mese 0,42% 0,43%
2 mesi 0,52% 0,53%
3 mesi 0,66% 0,67%
4 mesi 0,76% 0,77%
5 mesi 0,85% 0,86%
6 mesi 0,97% 0,98%
7 mesi 1,00% 1,02%
8 mesi 1,05% 1,07%
9 mesi 1,10% 1,12%
10 mesi 1,14% 1,15%
11 mesi 1,18% 1,19%
12 mesi 1,23% 1,25%
 
 
 
 
TASSO BCE
aggiornato al 22/2/2010
Tasso 1,00%

I tassi di riferimento sopra riportati sono:

EURIRS
Tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso. E’ diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell’Unione Europea realizzano l’Interest Rate Swap. E’ detto anche IRS.

EURIBOR
Tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Europea cedono i depositi in prestito. E’ utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.

fonte: IlSole24Ore

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Se hai dei dubbi su chi ti finanzia o su chi ti propone un finanziamento, leggi questo articolo e poi fai una segnalazione  a: http://uif.bancaditalia.it/UICFEWebroot/
L’Unità di informazione finanziaria (UIF) rappresenta la Financial Intelligence Unit italiana, ovvero la struttura nazionale incaricata di prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

La UIF è stata istituita presso la Banca d’Italia il 1° gennaio 2008, ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2007 il quale, emanato in attuazione della Terza Direttiva antiriciclaggio, ha soppresso l’Ufficio Italiano dei Cambi, presso cui la Financial Intelligence Unit era precedentemente collocata. La UIF esercita le proprie funzioni in autonomia e indipendenza, avvalendosi di risorse umane e tecniche, di mezzi finanziari e di beni strumentali della Banca d’Italia. L’organizzazione e il funzionamento della UIF sono disciplinate con regolamento della Banca d’Italia.

Per prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, la UIF analizza le operazioni sospette segnalate dagli intermediari finanziari e da altri soggetti a ciò obbligati, nonché ogni fatto che potrebbe essere correlato a riciclaggio o finanziamento del terrorismo. A tal fine essa acquisisce ulteriori dati dagli intermediari finanziari e dagli altri soggetti; si avvale del contributo delle autorità di vigilanza; coopera con le autorità e le forze di polizia competenti.

La UIF inoltre:

•svolge analisi e studi dei flussi finanziari, nonché analisi statistiche dei dati aggregati trasmessi su base mensile dai soggetti obbligati;
•collabora con le competenti autorità per l’emanazione della normativa secondaria, predispone indicatori di anomalia ed elabora schemi e modelli di comportamento anomalo sotto il profilo finanziario;
•svolge funzioni di controllo, anche ispettivo, come pure di avvio dei procedimenti sanzionatori nelle materie di propria competenza;
•coopera con le altre Autorità nazionali impegnate nel contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e con analoghe FIU estere;
•partecipa ai lavori di vari organismi internazionali (GAFI, Gruppo Egmont) e comunitari (‘Piattaforma’ delle FIU comunitarie, Comitato per la Prevenzione del Riciclaggio e del Finanziamento del Terrorismo).

Fonte: Banca D’Italia

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 Incremento dei prezzi di ampia portata Nelle economie di mercato i prezzi di beni e servizi possono subire variazioni in qualsiasi momento: alcuni aumentano, altri diminuiscono. Si parla di inflazione quando si registra un rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa. In seguito a tale fenomeno un’unità di moneta (1 euro) consente di acquistare una minore quantità di beni e servizi; in altre parole, il valore reale dell’unità di moneta risulta inferiore rispetto al passato. Hai visto il mostro dell’inflazione? Guarda il nostro cartone animato sulla stabilità dei prezzi. Alcune variazioni di prezzo sono più importanti di altre Quando si calcola l’incremento medio dei prezzi si attribuisce un peso maggiore alle variazioni relative a beni e servizi per i quali i consumatori spendono di più (ad esempio l’energia elettrica) rispetto a voci di spesa meno significative (quali lo zucchero o i francobolli). Gli individui non effettuano tutti gli stessi acquisti Le singole famiglie hanno abitudini di spesa diverse: alcune possiedono un’automobile e mangiano carne, altre si spostano esclusivamente con i mezzi pubblici o seguono una dieta vegetariana. Le abitudini di spesa medie dell’insieme delle famiglie determinano il peso da attribuire ai diversi beni e servizi nella misurazione dell’inflazione. Nel calcolo dell’inflazione si tiene conto di tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie, fra i quali figurano: ■generi di uso quotidiano (ad esempio alimentari, giornali, benzina) ■beni durevoli (ad esempio capi di abbigliamento, computer, lavatrici) ■servizi (ad esempio affitto dell’abitazione, servizi di parrucchieria, assicurazioni) Confronta il prezzo del paniere di spesa da un anno all’altro Tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie nel corso dell’anno sono rappresentati dal cosiddetto “paniere”. Ciascuna voce di spesa contenuta nel paniere ha un prezzo, che può variare nel tempo. Il tasso di inflazione sui 12 mesi corrisponde al prezzo del paniere totale in un determinato mese rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Fonte: BCE

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Inflazione

febbraio 22, 2010 | Comments | informazioni utili

L’inflazione percepita.

Dalle indagini condotte presso i consumatori emerge che questi ultimi spesso percepiscono un livello di inflazione superiore a quello effettivamente segnalato dagli indici di prezzo. Da cosa dipende quindi la percezione dell’inflazione? Una serie di studi accademici ha messo in luce che:

■Gli aumenti di prezzo attirano maggiormente l’attenzione rispetto ai ribassi e alle situazioni di stabilità e vengono anche ricordati più a lungo. Tendiamo invece a notare di meno prezzi stabili o in diminuzione, che hanno comunque un impatto nel calcolo del tasso medio di inflazione.
■Notiamo di più gli acquisti frequenti e in contanti: negli ultimi anni i prezzi di alcuni beni e servizi aquistati abitualmente hanno registrato aumenti superiori alla media, fra questi la benzina, il pane e i biglietti dell’autobus. Spesso prestiamo eccessiva attenzione alle variazioni di prezzo di queste voci di spesa quando pensiamo all’inflazione, che potremmo quindi essere portati a sovrastimare.
■Notiamo di meno gli acquisti poco frequenti e gli addebiti diretti: una quota considerevole del bilancio delle famiglie è destinata a beni e servizi acquistati con minore frequenza, ad esempio autoveicoli e vacanze. Vi sono inoltre pagamenti che spesso effettuiamo mediante bonifici automatici (addebiti diretti e ordini permanenti), ad esempio per l’affitto o la bolletta telefonica. Quando pensiamo all’inflazione tendiamo a notare meno questo tipo di spese e le relative variazioni di prezzo.
L’inflazione corrisponde alla media di un’ampia gamma di variazioni di prezzo

■Inflazione “personale”: l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) si basa su un paniere medio di beni e servizi rappresentativo per tutte le famiglie. Tuttavia, quelle che risentono di livelli di inflazione superiori alla media potrebbero esserne maggiormente coscienti rispetto a quante beneficiano di tassi inferiori.
Esempio: se, rispetto ad altri beni e servizi, la benzina registra un rincaro notevolmente maggiore, i cittadini che si servono spesso dell’automobile possono percepire un tasso di inflazione superiore a quello misurato sullo IAPC poiché la loro spesa personale per la benzina è più alta della media. Quanti non utilizzano invece l’automobile, o ne fanno un uso limitato, saranno soggetti a una minore inflazione personale.

■I tassi di inflazione sono calcolati su base annuale, ma con la memoria risaliamo a un passato più remoto: in generale viene indicato il tasso di crescita dello IAPC sui 12 mesi (ciò significa che il livello generale dei prezzi in un determinato periodo di tempo, ad esempio gennaio 2009, viene confrontato con quello dello stesso periodo dell’anno precedente, in questo caso gennaio 2008), ma sulla percezione dei cittadini può incidere il ricordo dei prezzi di diversi anni prima. Su un periodo di tempo prolungato i prezzi tendono a registrare un aumento considerevole, anche se il tasso di inflazione sui 12 mesi è moderato. Se ad esempio il tasso di variazione dello IAPC è pari al 2%, dopo dieci anni il livello generale dei prezzi sarà aumentato di oltre il 20%.

■Variazioni di prezzo e differenze qualitative: spesso identifichiamo il cambiamento del prezzo di listino di un bene o servizio con l’inflazione, ma talvolta ciò coincide anche con una modifica della qualità. Per tenere conto di questo aspetto, nel calcolo dello IAPC si detraggono le variazione riconducibili a differenze qualitative.
Esempio: il prezzo degli autoveicoli può avere registrato un incremento, ma spesso i nuovi modelli includono caratteristiche di serie che prima venivano vendute come optional (ad esempio un sistema di navigazione satellitare, l’aria condizionata e gli airbag). In questi casi il rincaro è parzialmente dovuto al miglioramento della qualità, non soltanto all’inflazione. Se i prezzi degli autoveicoli sono aumentati in media, poniamo, del 5% ma l’incremento della qualità ha rappresentato l’1%, lo IAPC riflette un rincaro del 4% per questo genere di consumo

 

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Caro lettore, di seguito puoi trovare i tassi aggiornati in tempo reale.
Ti ricordo che a questi tassi di riferimento, viene applicato un valore aggiunto (spread) che in pratica è il guadagno degli istituti bancari.

 
TASSO FISSO
EURIRS aggiornati al 19/2/2010
Scadenze
 
Tasso
 
1 anno 1,18%
2 anni 1,57%
3 anni 1,96%
4 anni 2,30%
5 anni 2,58%
6 anni 2,83%
7 anni 3,03%
8 anni 3,20%
9 anni 3,34%
10 anni 3,47%
12 anni 3,65%
15 anni 3,85%
20 anni 3,96%
25 anni 3,93%
30 anni 3,86%
40 anni 3,71%
50 anni 3,64%
TASSO VARIABILE
EURIBOR aggiornati al 19/2/2010
Scadenze
 
Euribor
360

 
Euribor
365

 
1 mese 0,42% 0,43%
2 mesi 0,52% 0,53%
3 mesi 0,66% 0,67%
4 mesi 0,76% 0,77%
5 mesi 0,85% 0,86%
6 mesi 0,97% 0,98%
7 mesi 1,00% 1,02%
8 mesi 1,05% 1,06%
9 mesi 1,10% 1,12%
10 mesi 1,14% 1,15%
11 mesi 1,18% 1,19%
12 mesi 1,23% 1,24%
 
 
 
 
TASSO BCE
aggiornato al 19/2/2010
Tasso 1,00%

I tassi di riferimento sopra riportati sono:

EURIRS
Tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso. E’ diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell’Unione Europea realizzano l’Interest Rate Swap. E’ detto anche IRS.

EURIBOR
Tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Europea cedono i depositi in prestito. E’ utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.

fonte: IlSole24Ore

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Caro lettore, di seguito puoi trovare i tassi aggiornati in tempo reale.
Ti ricordo che a questi tassi di riferimento, viene applicato un valore aggiunto (spread) che in pratica è il guadagno degli istituti bancari.

TASSO FISSO
EURIRS aggiornati al 18/2/2010
Scadenze
 
Tasso
 
1 anno 1,14%
2 anni 1,53%
3 anni 1,91%
4 anni 2,24%
5 anni 2,53%
6 anni 2,77%
7 anni 2,99%
8 anni 3,15%
9 anni 3,30%
10 anni 3,42%
12 anni 3,60%
15 anni 3,78%
20 anni 3,90%
25 anni 3,87%
30 anni 3,80%
40 anni 3,67%
50 anni 3,61%
TASSO VARIABILE
EURIBOR aggiornati al 18/2/2010
Scadenze
 
Euribor
360

 
Euribor
365

 
1 mese 0,42% 0,42%
2 mesi 0,52% 0,53%
3 mesi 0,66% 0,67%
4 mesi 0,76% 0,77%
5 mesi 0,85% 0,86%
6 mesi 0,96% 0,98%
7 mesi 1,00% 1,01%
8 mesi 1,05% 1,06%
9 mesi 1,10% 1,11%
10 mesi 1,13% 1,15%
11 mesi 1,17% 1,19%
12 mesi 1,22% 1,24%
 
 
 
 
TASSO BCE
aggiornato al 18/2/2010
Tasso 1,00%

I tassi di riferimento sopra riportati sono:

EURIRS
Tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso. E’ diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell’Unione Europea realizzano l’Interest Rate Swap. E’ detto anche IRS.

EURIBOR
Tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Europea cedono i depositi in prestito. E’ utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.

fonte: IlSole24Ore

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  • Come si possono conoscere le condizioni che le banche applicano ai mutui?
    Il contratto di mutuo è sottoposto alle norme dettate in materia di trasparenza bancaria, le quali impongono l’esposizione e la distribuzione di documenti informativi sulle caratteristiche dei prodotti offerti presso ogni sportello bancario.
    In particolare, sono previsti avvisi al pubblico e fogli informativi che, con diverso grado di dettaglio, devono indicare le condizioni alle quali le banche stipulano contratti di mutuo con la clientela. Tra le informazioni dovute, rileva l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo) che esprime in via percentuale l’effettivo costo del mutuo, comprensivo del tasso di interesse e di tutte le altre voci di spesa previste (istruttoria pratica, perizia, assicurazione, ecc). L’ISC rappresenta un elemento utile per comparare i diversi prodotti offerti dalla banche.
    Le condizioni pubblicizzate fanno riferimento a quelle massime applicabili, che pertanto non possono essere aumentate in sede di definizione del contratto.
  • Ci sono imposte da pagare sul mutuo per acquisto della casa?

    Sì. L’importo del mutuo è soggetto ad una imposta sostitutiva pari al 2% dell’ammontare complessivo; nel caso di acquisto dell’abitazione principale (prima casa) l’imposta è minore ed è pari al 0,25%. L’imposta viene trattenuta direttamente dalla banca che concede il finanziamento. Pertanto, la somma di denaro presa a mutuo non corrisponde a quella effettivamente erogata, circostanza che richiede in sede di versamento del prezzo al venditore della casa di regolare la differenza con altro mezzo di pagamento.
  • Che cosa si intende per tasso a regime?
    A fini commerciali, le banche possono offrire interessi particolarmente vantaggiosi per il cliente nelle fasi iniziali del mutuo (tasso di ingresso), rimandando ad un momento successivo all’erogazione la determinazione definitiva del tasso, detto appunto tasso a regime. La misura iniziale degli interessi, concessa di solito per brevi periodi (3/6 mesi), è inferiore a quella definitiva, che può essere fissa ovvero variabile. La differenza può risultare anche notevole. Occorre quindi porre molta attenzione sul carattere temporaneo delle agevolazioni come anche sui criteri che guideranno alla fissazione del tasso a regime.
  • Che somma di denaro si può richiedere col mutuo per acquisto di una casa?
    In generale, l’importo erogato dalla banca si aggira tra il 60% e l’80% del valore dell’immobile che risulta non dal prezzo concordato per la vendita ma dalla perizia sul bene effettuata da un esperto. Le banche negli ultimi periodi hanno esteso le percentuali di finanziamento anche oltre l’80% a fronte, tuttavia, di maggiori garanzie ovvero di condizioni più onerose rispetto a quelle di solito applicate.
  • È possibile estinguere in via anticipata il mutuo bancario e quali sono i costi?
    L’estinzione anticipata sia totale che parziale è una facoltà riconosciuta al debitore dalla legge e che le banche sono tenute a concedere ai clienti (art. 40 d.lgs. n. 385/1993).
    In merito ai costi, tra le principali novità normative introdotte dal Decreto Bersani n. 7/2007 rientra quella che prevede l’eliminazione delle penali applicate all’estinzione anticipata dei contratti di mutuo stipulati per l’acquisto di prima casa a partire dal 2 febbraio 2007 (art. 7). Inoltre, eventuali clausole contrattuali che prevedono questo tipo di oneri sono nulle. Per i contratti di mutuo già in essere alla data del 2 febbraio 2007, un accordo tra l’Associazione Bancaria Italiana e le organizzazioni dei consumatori ha stabilito una riduzione delle penali precedentemente previste.
  • Cosa succede se non vengono rispettate le scadenze per il pagamento delle rate?
    Il mancato rispetto delle scadenze previste per i rimborsi periodici determina a carico del mutuatario maggiori oneri per l’applicazione di interessi di mora, la cui misura deve essere indicata nel contratto. Inoltre, qualora i ritardi si siano verificati almeno per sette volte, anche non consecutive, la banca può chiedere la risoluzione del contratto, evento che comporta la richiesta immediata di pagamento del capitale residuo.
    Ulteriore conseguenza da tenere in considerazione attiene alla possibilità da parte della banca di segnalare al sistema creditizio il mutuatario come cliente non affidabile (Centrale dei Rischi), circostanza penalizzante in quanto può ostacolare la possibilità di ricorrere al finanziamento in futuro.
  • Fonte: Banca D’italia

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