Mutuo sostenibile e Regione Lazio
marzo 10, 2010 | Comments | informazioni utili
Arriva IL “mutuo sostenibile”: oggi in giunta regionale passano le delibere che allargano il diritto e la possibilità ad aver una casa, una rivoluzione che cambia per sempre l´accesso all´edilizia agevolata. L´ha voluta l´assessore alla Casa Mario Di Carlo, d´accordo con il vice presidente Esterino Montino, che ha trasformato il tipo di finanziamento fatto a chi deve aggiudicarsi un alloggio. È cioè: la Regione non erogherà più agli aventi diritto i 15 mila euro a fondo perduto per l´acquisto di un appartamento, come ha fatto fino ad ora, ma concederà un mutuo agevolato di 100 mila euro all´1 per cento d´interesse. La rata sarà sempre la stessa: ad esempio 316 euro al mese per trent´anni per una casa di 50 mq, che possono essere o l´affitto o la rata mensile per l´acquisto, con un anticipo di 10 mila euro che a chi non acquista verrà restituito. Un “canone sostenibile”, un “mutuo con lo sconto”.
Il provvedimento è diretto al ceto medio, professori, funzionari, impiegati, persone con un limite di reddito di 47 mila euro lordi l´anno. Era diretto a loro il “bando regionale 355 del 2004″ che prevedeva una graduatoria di 5700 famiglie che avevano diritto ad una casa di edilizia agevolata. Però il bando, dell´allora giunta Storace, non era mai decollato. «Di Carlo è diventato assessore nel 2008, e sul 355 c´era un problema insormontabile che riguardava le banche» spiega Montino. Che aggiunge: «Poiché si trattava di un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica per gli affitti, le banche, pur con il contributo da parte delle Regione per l´abbassamento del tasso d´interesse, non erogavano i finanziamenti agli imprenditori o alle cooperative poiché non potevano accendere l´ipoteca sull´immobile. E tutto si fermava davanti a questo ostacolo. Ora l´abbiamo superato».
Il bando muove fondi record, programma 4500 nuove case in affitto permanente, oltre a 10.500 alloggi in edilizia agevolata a Roma, e 6 mila nel Lazio. Dimenticato dal 2004. «Ho fatto di tutto per sboccarlo – sottolinea Di Carlo – non accettavo che il sistema creditizio si rifiutasse di erogare i fondi per la costruzione di queste case». La vecchia regola dell´erogazione dei mutui bancari, che venivano poi pagati dai costruttori con la riscossione degli affitti, non era vincente. Di Carlo ha così introdotto nel bando la possibilità di riscatto, una forma intermedia tra affitto e proprietà: chi vuole compra, chi non vuole rimane in affitto. E la Regione entra in ballo ancora una volta.
«Se qualcuno non compra, al suo posto acquista la Regione attraverso l´Ater – dice ancora Di Carlo – e questo consente alle banche di avere tutte le garanzie per erogare i mutui ai costruttori i quali, una volta realizzate le case, non sono legati a questo investimento per trent´anni perché devono ricevere gli affitti ma incassano il pagamento totale e possono investire altrove». Il meccanismo è semplice: attraverso l´holding regionale Sviluppo Lazio vengono attivate le garanzie verso gli istituti di credito che erogano il mutuo per la costruzione degli alloggi. La Regione garantisce le banche per gli inquilini, prima affittuari poi potenziali acquirenti, e questo sblocca il fondo di 500 milioni di euro stanziati.
«Con le delibere viene introdotto il concetto di “canone sostenibile” per l´edilizia abitativa – conclude Montino – Gli inquilini potranno decidere se diventare proprietari al termine del pagamento del mutuo, dopo 30 anni, oppure decidere di rimanere in affitto. Per procedere alla realizzazione dei 4500 alloggi a Roma ora mi auguro che il Comune individui tutte le aree in tempi brevi».
Fonte: La Repubblica
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