Il Mutuo

guida al mutuo

Credem, con il nuovo mutuo ipotecario tasso variabile Bce, non rappresenta sostanziali novità rispetto ad altri istituti di credito. La somma che si finanzia non può superare l,’80 % del valore di perizia dell’immobile in garanzia con l’ipoteca.
Il piano di rientro parte da un minimo di 5 anni a un massimo di 30 anni. Si possono opzionare durate intermedie di 5 anni.
Il loan to value fisso all’80 % rappresenta ormai una costante. I mutui al 100 % permettevano alle famiglie di di chiedere importi più elevati, ma le banche oggi si vedono costrette a non potere soddisfare quelle che sono le esigenze della clientela.
Credem e altre banhe hanno eliminato, attraverso la cancellazione delle proposte dai fogli informativi o scoraggiandone la richiesta, i mutui con loan to value superiore all’80 %. Comportamento, questo, in linea con le politiche degli altri istituti di credito.
Parlando della durata del prestito, si capisce che è piuttosto ampia, arivando fino a 30 anni di finanziamento. Non è però eccezionalmente alta e comunque non lo è rispetto alla media degli altri istituti di credito.
Il tasso di interesse di questa offerta Credem è variabile ed è calcolato sulla base del tasso della banca centrale europea, per le operazioni di finanziamento al sistema bancario nell’area euro, e rivisto periodicamente dal board dello stesso istituto monetario.
L’indice, attualmente all’1 %, va poi maggiorato di uno spread che sarà concordato tra le parti e non potrà superare il 4,5 %.
Concentriamoci, arrivati a questo punto, in cui siamo in possesso di molte informazioni, a cercare di capire l’opportunità dell’offerta di Credem. Prima di tutto, considerando il tasso, se la banca si avvale dei 4,5 punti percentuali dello spread, l’offerta non è certamente tra le migliori sul mercato.
Su internet è possibile fare i dovuti confronti. Webank, per esempio offre condizioni nettamente più vantaggiose rispetto a Credem, infatti al tasso di interesse stabilito dalla bce, si applica uno spread del 3,2 %. Da notare la differenza significativa rispetto a quanto offerto da Credem.
Ma i fogli informativi non sempre dicono la verità, perlomeno quella assoluta. Lo spread indicato può infatti essere ribassato in fase di negoziazione del mutuo. E’lì infatti che il contraente interessato alla stipulazione del prestito deve ricordare che una maggiorazione dello spread possa essere considerato fuori mercato e indicare alla banca che sia il caso di abbassare un po’ le condizioni economiche per ritornare in un regime di concorrenza con gli altri istituti bancari.

Credem, con il nuovo mutuo ipotecario tasso variabile Bce, non rappresenta sostanziali novità rispetto ad altri istituti di credito. La somma che si finanzia non può superare l,’80 % del valore di perizia dell’immobile in garanzia con l’ipoteca.
Il piano di rientro parte da un minimo di 5 anni a un massimo di 30 anni. Si possono opzionare durate intermedie di 5 anni.
Il loan to value fisso all’80 % rappresenta ormai una costante. I mutui al 100 % permettevano alle famiglie di di chiedere importi più elevati, ma le banche oggi si vedono costrette a non potere soddisfare quelle che sono le esigenze della clientela.
Credem e altre banhe hanno eliminato, attraverso la cancellazione delle proposte dai fogli informativi o scoraggiandone la richiesta, i mutui con loan to value superiore all’80 %. Comportamento, questo, in linea con le politiche degli altri istituti di credito.
Parlando della durata del prestito, si capisce che è piuttosto ampia, arivando fino a 30 anni di finanziamento. Non è però eccezionalmente alta e comunque non lo è rispetto alla media degli altri istituti di credito.
Il tasso di interesse di questa offerta Credem è variabile ed è calcolato sulla base del tasso della banca centrale europea, per le operazioni di finanziamento al sistema bancario nell’area euro, e rivisto periodicamente dal board dello stesso istituto monetario.
L’indice, attualmente all’1 %, va poi maggiorato di uno spread che sarà concordato tra le parti e non potrà superare il 4,5 %.
Concentriamoci, arrivati a questo punto, in cui siamo in possesso di molte informazioni, a cercare di capire l’opportunità dell’offerta di Credem. Prima di tutto, considerando il tasso, se la banca si avvale dei 4,5 punti percentuali dello spread, l’offerta non è certamente tra le migliori sul mercato.
Su internet è possibile fare i dovuti confronti. Webank, per esempio offre condizioni nettamente più vantaggiose rispetto a Credem, infatti al tasso di interesse stabilito dalla bce, si applica uno spread del 3,2 %. Da notare la differenza significativa rispetto a quanto offerto da Credem.
Ma i fogli informativi non sempre dicono la verità, perlomeno quella assoluta. Lo spread indicato può infatti essere ribassato in fase di negoziazione del mutuo. E’lì infatti che il contraente interessato alla stipulazione del prestito deve ricordare che una maggiorazione dello spread possa essere considerato fuori mercato e indicare alla banca che sia il caso di abbassare un po’ le condizioni economiche per ritornare in un regime di concorrenza con gli altri istituti bancari.

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  1. Credem: una nuova proposta. Il mutuo ipotecario a tasso variabile BCE on dicembre 20, 2011 3:57 pm

    [...] seguito di questo articolo: Credem: una nuova proposta. Il mutuo ipotecario a tasso variabile BCE Aggregato il   20 dicembre, 2011 nella categoria Banche, Guida alla Scelta, Online, Tasso [...]

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